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I Sabot

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I Sabot sono zoccoli fatti interamente in legno. Veramente salutari, venivano usati in tutta Europa e tuttora vengono nominati. Tipiche le cartoline che ritraevano le olandesine con questi zoccoli con la punta rivolta verso all’insù.

Li chiamavano Sabò in tutta Europa. In Francia li usavano anche gli operai delle fabbriche. Questi, durante gli scioperi, per danneggiare le macchine le prendevano a calci con i Sabò: le macchine venivano appunto “sabotate”, di qui l’origine del termine.

In Italia i sabot  sono calzature in legno tipiche della Valle d’Aosta, e in particolare di Ayas. SabotIn passato, data la durezza del legno, venivano indossati con spesse calze di lana per prevenire la formazione di vesciche ai piedi.

Di antica e sconosciuta origine essi venivano realizzate in Belgio e Paesi Bassi, nella zona del Massiccio del Giura, lungo i Pirenei e più in generale nella Francia settentrionale oltre alla Valle d’Aosta. Pochissimi possedevano i souliers, utilizzati solo in occasioni particolari come la compilazione della lista delle nozze o al matrimonio stesso.

untitled“Les souliers” di Van Gogh

Si usava lavorare in due, uno era dedito alla parte interna l’altro a quella esterna. Si riuscivano a realizzare dodici paia di sabot al giorno, nel 1894 costavano 8,5 / 9 Lire – 6 / 6,5 Lire (a seconda della misura media o grande), che corrispondono a circa 25 € e 18 €. Il pino cembro e il sapin venivano preferiti al pino silvestre che procurava dolori al piede.

Nel XIX secolo le modifiche operate da Borbey di Aosta nelle macchine che producevano i sabots permise un aumento della produzione, ma la domanda calò dal 1950 in poi, preferendo stivali e scarpe in gomma. In tempi recenti, artigiani realizzano i Tsoquin, sabot che si vendono come souvenir.

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